Il posto di chi sogna un mondo comune

TUTTO ACCADE PER UNA RAGIONE

Tutto accade per una ragione.

Sembra la classica frase che può pronunciare un credente in qualsiasi religione o filosofia esoterica. Invece, è la frase più razionalista che possa esserci.

Vi espongo il motivo per cui secondo me si può dire, come dicono in molti, che è arrivato il corona virus a fermare l’inquinamento indiscriminato della terra.

Wuhan è una città di 9 milioni di abitanti, in un territorio di 1500 km quadrati.
E’ una città molto densa, se guardate le immagini che si trovano in rete è la classica metropoli basata su grattacieli.
E’ una città che è cresciuta tanto negli ultimi anni, passando dai soli 6 milioni del 2010 ai 9 di adesso.
In questa città si concentrano inoltre molte industrie del paese, in particolare del settore Automotive.
A quanto leggo il crescente sviluppo degli ultimi anni non è stato molto attento al territorio, arrivando ad inquinare le falde acquifere.

Immaginiamoci inoltre la vita che fanno normalmente gli abitanti di Wuhan: i cinesi vivono letteralmente per il lavoro e non stento a immaginare turni di lavoro molto lunghi, alta competitività e poco tempo passato a casa con i propri cari o a curarsi delle proprie cose.
Una vita grigia, più grigia delle nostre, in condizioni di alta densità e inquinamento, oltre delle falde acquifere anche  dell’aria che respirano.
Insomma una Milano ancor più terrificante.

Le difese immunitarie non sono indipendenti da quello che ci succede, dalle ore di sonno, da quello che mangiamo, dai livelli di stress e dagli avvelenamenti da inquinamento…. c’erano di fatto tutte le condizioni perché un virus polmonare attecchisse, poi una volta attecchito si diffondesse per il mondo anche a persone che vivono un po’ meglio di loro (ma sempre male): è il primo passaggio che è determinante.

Tutto accade per una ragione, per questo si può dire secondo me che questo corna virus è un toccasana per l’inquinamento del mondo: è un livellatore, un limitatore ad uno sviluppo eccessivo, senza le regole minime per il benessere in primo luogo di noi, poi di tutto il resto.

Era destino arrivasse, il corona virus o qualche altra catastrofe che ci imponesse uno stop: un destino che ti costruisci con le tue mani giorno dopo giorno.

E intendiamoci, si poteva fare qualcosa anche senza virus .

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MUCHO ANIMO, JUNTOS SALDREMOS DE ESTA!

  1. Michelangelo

    Cosa possiamo fare, è una bella domanda, quella che ci facciamo tutti non solo in questi giorni.
    A me questo tema sta veramente molto a cuore tanto che potrebbe diventare benissimo una ragione di vita, un qualcosa da portare avanti con tutte le forze.

    Secondo me l’unico modo è costituire una società basata su regole di vita diverse da quelle meramente economiche, basata ovvero sul buon senso e sul rispetto come dice Ilaria… rispetto in senso generale, in primo luogo di se stessi perchè con le regole attuali (sia relativamente all’inquinamento che al benessere personale) i primi a rimetterci siamo proprio noi.
    Una società in stile autosufficiente, che piano piano si espande a tutti quelli che vogliono vivere così.
    E’ molto ambizioso come progetto e chissà se sarà mai possibile, il tutto potrebbe in realtà partire con una comunità “virtuale”, ovvero basata su delle regole atte a ridurre l’inquinamento, senza sfociare nel fanatismo. Ognuno secondo la propria possibilità e sentimento.
    Una serie di regole che chi vuole può iniziare ad applicare anche senza trasferirsi fisicamente e tagliare i ponti con la vita attuale, riconoscendosi però in un movimento. Il problema di tutti quelli come noi, che sono tanti, è che siamo isolati, ciascuno a dire “Il mondo inquina”, “La situazione è critica” ecc… Magari facciamo anche diverse cose nel nostro piccolo, ma in modo sporadico e singolare, senza visibilità, riconoscibilità e sembrano alla fine anche inutili perfino a noi stessi. Secondo me sarebbe il caso di unirsi

    • Ilaria Stefanucci

      Se vuoi far nascere un movimento socio – ecologista non hai che da dirlo.
      Una seguace ce l’hai.

      • Michelangelo

        Mi fa veramente piacere, penso che sia necessario.
        Il segreto secondo me sta nell’aggregare idee, persone che la pensano allo stesso modo anche fuori da quelle che sono le possibilità che ci sono in questo momento. Bisogna partire dalle idee e da persone che ci credono fermamente anche davanti all’impossibile inesorabile. L’idea non cambia. Se nessuno ti rappresenta rappresentati da solo ed opponiti nel tuo piccolo a ciò che non cambia.
        Da soli è impossibile ma non credo che siamo gli unici 3 o 4 che sono preoccupati per le sorti del clima.
        Mettere insieme una comunità sarebbe un sogno che si avvera, e non pretendo assolutamente di essere capo di chissà che cosa: mi basta che ci sia un movimento attivo che funziona 🙂

  2. Elisa

    Non fa una grinza. Doveva succedere. E sta già succedendo: la Natura si sta riprendendo gli spazi che le avevamo tolto. Meno inquinamento si traduce, senza alcun dubbio, in un enorme cambiamento per l’ambiente. Non so se vi è capitato di vedere le immagini del Rio dei Ferali a Venezia: ne sono la dimostrazione. Acque normalmente torbide oggi sono trasparenti e limpide: si vedono i pesci!
    E anche noi, rallentando la nostra vita quotidiana, ci stiamo riprendendo i nostri spazi. Questa tragedia sta insegnando a tutti qualcosa. Speriamo di essere abbastanza intelligenti da imparare la lezione.

    • Michelangelo

      Hai detto benissimo, ci stiamo riprendendo i nostri spazi. Anche questa è salute!

  3. Ilaria Stefanucci

    Caro Michelangelo, sono d’accordo con te.
    Tuttavia, questo virus non basterà. Se non cambia l’atteggiamento delle persone verso la natura, verso l’altro, verso quello che è nostro, di tutti.
    La foto di copertina è stata scattata a Firenze sul lungarno. Che motivo c’è di fare sporcizia buttando una mascherina per terra in una città che oltretutto non è mai stata pulita come adesso, mi chiedo?!
    E’ una foto simbolica chiaramente, e la provocazione della tua opinione si aggiunge alla mia sul rispetto degli altri e del pianeta.
    Rispetto che non abbiamo a molti livelli.
    E’ inutile che arrivino “livellatori” dello sviluppo eccessivo (come li chiami te) se, ristabilito un eventuale equilibrio, risaremo “punto e a capo”…
    Per questo ci fa stare bene stare a casa: per riflettere sulle stupidaggini che abbiamo fatto TUTTI, sulla limitazione alla libertà imposta anche a causa dei nostri comportamenti malsani.
    Che possiamo fare per cambiare mentalità? Questo mi chiedo.
    Forse possiamo iniziare con il non accettare più che qualcuno butti per terra qualcosa , sulla NOSTRA terra..
    Qualsiasi cosa, figuriamoci un ricettacolo di potenziale infezione…

  4. chiara

    Semplice, lineare e pulito. E, purtroppo per noi, vero. Grazie Michelangelo!

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