Avverto lancinanti dolori

amare lacrime di ragionato sentore

mi muovo, anzi, mi dimeno

ignaro di sopraggiunte passioni,

patisco il grave tonfo della pietra

sull’ostil prato,

ma,

avanzando tremante

m’imbatto in flebili petali di gioia.

Luminosi raggi ridenti, allora,

avvampano l’attesa bramosia

fulgidi dardi

di caldo ardore

scoccano

nel palpitante animo,

ma l’impetuoso stillare

di nettare crudele,

obbliga

il facile ritorno.