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IL NUOVO FEMMINISMO POST QUARANTENA

Che cosa ha insegnato alle donne questa quarantena? Con la chiusura di estetisti e parrucchieri, anche le signore più curate si sono dovute accettare pelose e spettinate come cavernicole. Durante il lockdown si sono viste trasformazioni, anzi trasfigurazioni, degne di un film di Dario Argento.

Messi da parte fondotinta e tacco 12, chi faceva concorrenza a Claudia Schiffer si è rivelata in realtà una seguace della strega Bacheca. Sulle faccine, prima ‘stuccate’ ad arte con la cazzuola, sono spuntati brufoli e monociglio. Fuseaux deformi e ascellari sono diventati il vero outfit e il pigiama l’unico diversivo. 

A prima vista potrebbe sembrare una retrocessione. In realtà la questione merita una riflessione approfondita. Perché il maschio può grattarsi felice il petto villoso senza rimorsi, come un macaco asiatico, e la donna deve essere sempre liscia e immacolata come Barbie? Anche le donne hanno diritto a presentarsi in pubblico struccate, in sovrappeso, con leggings sformati e ricrescite.  Se in televisione gli immarcescibili Maurizio Costanzo o Bruno Vespa hanno attraversato le generazioni, pur sfoderando la stessa cera di Tutankhamon, perché anche le donne del mondo della tv e dello spettacolo non possono invecchiare senza sentirsi additate e considerate dei pezzi da museo?

A loro, alle ribelli che se ne fregano dell’estetica imposta dal sistema, dedichiamo questo momento di riflessione post quarantena.

Botteri penna d’argento. Iniziamo dall’icona del lockdown. Giovanna Botteri è salita nel top list dei personaggi della fase 1 non solo perché inviata della Rai a Pechino. La giornalista è stata criticata dai bacchettoni del gossip per la sua chioma grigia e poco pettinata. In realtà questo martirio mediatico ha trasformato la Botteri nella Giovanna d’Arco del popolo delle ricrescite, superando nel gradimento generale la biondissima Hunziker, colpevole di aver ironizzato su di lei a Striscia la notizia. Penna d’argento batte ‘ciapèt’ di bronzo.

Il monociglio di Frida Kahlo. Frida è l’icona femminista dell’arte. La carica erotica e l’orgoglio, che trasmettono gli autoritratti della Kahlo, fanno concorrenza alla dea dell’amore ritratta dal Botticelli, emblema della bellezza. Frida non ha mai avuto paura di mostrare nelle sue opere le spigolosità del volto indio e la peluria spontanea di baffi e ciglia. L’esempio di Frida ha permesso alle donne in astinenza da estetista di accettare il monociglio selvaggio durante la quarantena e, perché no, vantarsene pure. Il detto non sbaglia: donna baffuta sempre piaciuta

Margherita Hack regina delle stelle. Nell’immaginario collettivo una stella è sinonimo di bellezza luminosa e irraggiungibile, di una divinità dell’Olimpo, magari hollywoodiano. Una che se ne intendeva davvero di stelle è stata Margherita Hack, genio dell’astrofisica e fiorentina purosangue. Ruspante come una cenciaiola di San Frediano, la Hack non ha mai rinunciato alla sua naturalezza, che non era certo quella delicata e bio di Gwyneth Paltrow. L’intelligenza e il carattere, quando ci sono davvero, non hanno bisogno di rassicurazioni estetiche. Le stelle nascono dai buchi neri…ovvia, non ce lo dimentichiamo.

Patti Smith, nostra signora del rock.  E’ stata la musa di uno dei più grandi fotografi della storia, Robert Mapplethorpe. Ma soprattutto Patti Smith è stata la regina del rock, quella che ha sparato le sue note ribelli nel periodo della contestazione. Rughe, capelli grigi e crespi non sono mai stati un problema per lei, anche perché il suo carisma è rimasto quello degli anni Sessanta. Il botox è lento, la ruga è rock.

Le flautolenze di Whoopi Goldberg – Anche qui siamo di fronte ad un talento unico, un’attrice che sa far ridere e piangere con una naturalezza incredibile. Segni particolari: nera e simpaticissima, manifesto dell’orgoglio afro e della schiettezza delle donne americane. Il soprannome che le hanno ‘affibbiato’ i  colleghi di teatro non ha bisogno di commenti: Whoopi come “Whoopee cushion”, ossia il cuscinetto ad aria che imita un peto per fare gli scherzi. Whoopi è un’altra grande icona della quarantena femminile senza complessi.

Sora Lella dixit – Ogni decreto del nostro presidente del consiglio è stato puntualmente corredato e commentato con citazioni della Sora Lella. Sul web si sono rincorsi meme che citavano il film “Bianco Rosso e Verdone”, in quella scena dove Mimmo (Carlo Verdone) chiede alla nonna (Lella Fabrizi): “Nonna, che ha detto Conte?’ – Risposta puntuale della Sora Lella “”…che te la piji…”. Ipse dixit.

La corteggiatissima signorina Silvani – La bellona dell’ufficio sinistri di Fantozzi è la dimostrazione che il relativismo assoluto non è solo teoria. In Birmania il fascino femminile si misura nella lunghezza del collo, per gli arabi l’avvenenza si pesa in chili di cicce e maniglie dell’amore…e per Fantozzi la bellezza assoluta era la signorina Silvani, alias Anna Mazzamauro. L’attrice ricorda ancora che fu chiamata per il provino di Pina Fantozzi, la moglie ‘non bella’ del ragioniere più sfigato d’Italia. “Quando arrivai nello studio – ha raccontato più volte la Mazzamauro – i produttori mi dissero: ‘non sei poi così cessa…potresti fare anche il ruolo dell’impiegata sexy”. Anche un brutto anatroccolo può diventare il sogno ‘mostruosamente’ proibito del ragionier Fantozzi.

Anna Marchesini la ‘cecata’. La clausura forzata in casa ci ha fatto risparmiare centinaia di euro di lenti a contatto. Talpe e cecate si sono potute rilassare dietro i propri fondi di bottiglia in santa pace. Su questo fronte abbiamo scelto come eroina una grande esponente del teatro italiano, Anna Marchesini. La cofana ‘nido d’uccello’ e gli occhialetti della Signorina Carlo rappresentano altri grandi simboli del lockdown. Dietro ogni bella figheira si può nascondere una cecata, ricordiamocelo sempre. 

La ministra a pois.  “La vera eleganza è rispettare il proprio stato d’animo: io ieri mi sentivo entusiasta, blu elettrica e a balze e così mi sono presentata”. Con una ‘cofanata’ di entusiasmo, la ministra dell’agricoltura Teresa Bellanova ha sdrammatizzato le polemiche sulla scelta del vestito ‘tenda’ con cui è salita al Quirinale per il giuramento. Per niente intimorita dalle critiche sul suo look, la ministra dell’agricoltura ha rilanciato subito con un vestito a pois e poi ancora con un guardaroba degno di un campionario da tappezziere. Mai come nelle tute consunte della quarantena abbiamo fatto nostra la massima della signora Bellanova. Meglio un vestito copiato da Poltronesofà che arrendersi a fare tappezzeria.

Angela Merkel, un fondoschiena che fa provincia, anzi Europa. Il gran finale se lo merita lei, la signora highlander della politica. Un quotidiano italiano ritrasse Angela Merkel in una vignetta satirica mentre si beccava un sonoro calcione nel florido fondoschiena. Non vogliamo entrare nel merito politico, ma solo in quello estetico. Il ‘tailleurino’ rosa, il caschetto biondo tirolese e la taglia 50: con questo look la signora Merkel ha zittito il pollaio di giacche e cravatte che l’ha circondata per anni e anni. L’unica che la può battere? La Regina Elisabetta II, what else?

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TRAME DI MARE

  1. Ilaria Stefanucci

    L’altra sera a Rai 5 (straordinario canale Rai 5!) ho visto una trasmissione (parola anni 90 trasmissione aimè…) dedicata al concetto di bellezza fra Oriente e Occidente. Ma lo sapevate che in parte cospicua del mondo orientale la donna giovane è tenuta in poco conto rispetto alla donna matura? Quando poi diventa anziana acquisisce un grande potere non solo sociale ma anche estetico. Ecco. Il contrario preciso di quanto succede qui da noi…

  2. Luisa

    Cara Laura, non dimentichiamoci di una vera icona sexy nostrana che non ha mai avuto paura di mostrare i segni dell’età ed essere bellissima fino alla fine, la signora del nostro cinema, Virna Lisi!! Evviva le donne e la loro sostanza che batte ogni apparenza nonostante un mondo che dell’apparenza ha fatto la sua bibbia.

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