Il posto di chi sogna un mondo comune

Autore: Francesco Bernacchioni

SOVVIENE L’INCANTO

Sovviene come d’incanto

La voce tua

Ed è giorno, ed è sogno

Ed è vita che giunge

Scevra di facili e false

Illusioni di mente e di gambe 

Che rapide vanno

Tra le stelle la sera.

Il cuore geme e ardito

Di lamenti l’infinito

Coglie improvviso il canto:

               “L’attimo è eterno

Ed eterno dura”

Tra i cipressi la radura

Sovrasta la morte mia e la tua

In un sospiro vitale.

Nel canto di vita, che vita,

che odo tra le rubate stelle

che il cielo mi dona.

Gli astri tuoi sfioro

col battito del cuore

col sospiro dell’anima

che lento soggiace alle corde

di violino, che son le parole

tue, che doni, che fremi,

nel respiro dell’estate.

Ed ecco, son nudo,

di suppellettili inutili

non più rivestito

lo sguardo fermo, immobile il cuore,

aspetta fugace magia

del sentimento puro che brilla,

che stilla nella magica sera

la speranza m’è vera.

QUANDO SARAI IMMERSO

Quando sarai immerso tra la gente

come nella nebbia congelante,

quando sarai sulla cima degli alberi

come su un prato in primavera,

quando sarai in una melodia

che scorre tra mille richiami,

quando sarai solo col tuo destino,

quando ti sentirai smarrito

perso nei tuoi sentimenti,

solo, con te o con un amico

e davanti ad un calice vuoto

sarai la somma di ogni azione,

quando la vita ti guarderà 

col suo occhio giudicante,

tu non sarai mai veramente

solo mera moltiplicazione,

sarai gioia pianto e miseria,

sarai grida e lamento silenzio e gemito,

quel giorno sarai il suono che ascolta

e ascolterai le farfalle volare,

ascolterai la dolce melodia che è in te,

ascolterai la poesia disciolta

nella vita del mondo che vive

sotto forma di delicati tintinnii,

guarda il cielo e rilassa la tua anima,

guarda lo specchio che riflette

non solo le ombre ma anche 

una piccola e sottile lama di luce,

il resto non conta.


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Foto di Elisa Ricci

INCONTRO D’ESTATE

Era d’estate.

La bellezza riluceva

tra l’acqua e il sole.

E tu,

bagnata di sudore,

nel limpido torrente

cercavi refrigerio.

Ed io,

sulle papille ovattate

dalla verde boscaglia,

scorgevo nuovi odori.

Quello tuo e il mio,

densi di sogni:

belli, 

proibiti,

a volte ingigantiti…

ma nostri e condivisi.

In quel tavolo d’estate,

tra bicchieri i nostri visi,

è stato un gioco seducente, 

berti dolcemente.


Alcune segnalazioni:
Una meravigliosa occasione per leggere poesia e prosa nella natura
Un laboratorio di avvicinamento alla poesia a Firenze
Avete altre segnalazioni da farci su gruppi di poesia che frequentate, incontri letterari, esperienze di lettura? Scriveteci e le divulgheremo!

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Foto Elisa Ricci

AMICA MIA

Amica mia non piangere
che le lacrime,
quelle dell’anima,
son dolci e non salate,
e mai,
in me o te,
siano sprecate.
Lo riconosco,
ci conosciamo appena,
ma la sofferenza dal passato
è un’onda lieve
che taglia i nostri pensieri
e li unisce come
nuvole alla luna.
Pensa, amica mia,
a quanto dolore sia disciolto
nel mondo,
come zucchero filato,
succhiato,
dalla bocca di un bambino ingordo.
Pensa a quanta felicità
sia sprecata,
distrutta, violentata.
Piangi adesso,
mia amica,
e le lacrime,quelle dell’anima,
siano miele
per le ferite tue.


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CAPODANNO

Con questa meravigliosa poesia di Francesco Bernacchioni apriamo la nuova categoria Poesia & Prosa, con il desiderio e la speranza che autori e autrici possano trovare qui un umile spazio di espressione e condivisione.
“Prendiamo in mano i nostri libri e le nostre penne, sono le armi più potenti”. (Malala Yousafzai)


Ti ho vista stretta nella tua sedia
Avevi un sorriso allegro e spensierato,
dimenavi gli arti, quelli che potevi,
seguendo un ritmo a me sconosciuto.
Ti guardavo ammirato e nel mio occhio
non vi era compassione o curiosità.
Avrei potuto alzarmi, io, ma non lo facevo
chiuso nella silente ottusità
di chi, a disumani stereotipi,
affida le più intime vergogne.
Sono rimasto seduto sulla mia, di sedia,
quella sì ferma e rugginosa.
E ti ho visto volare sulla tua.
Volteggiare nell’aria con lei
come solo le farfalle sanno e fanno.
Sono rimasto seduto,
rapito dalla tua perpetua danza,
solo io e te
nella stanza.
D’improvviso di sedie
non ce ne erano più.


Chi è Movimento Sottile?
Foto di copertina:Elisa Ricci

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