Il posto di chi sogna un mondo comune

Autore: Pina Vergara

SE IL CORONA FA 90, L’ UMANITA’ FA 180

L’angoscia e la paura fa 90 e 91
ma l’arte e la cultura ti guardan dentro
ed è fortuna
Chiudere le porte a loro non puoi
leggi scrivi e contempla l’amore
lasciati cullare dal flusso di quella poesia,
la natura è la miglior fantasia…
una bella passeggiata
è una rinfrescata per i pensieri
quando sono neri…
guarda un bel film,
uno spettacolo teatrale
immagini, quadri e sculture
non hai scuse
internet non ha chiuso le sue porte
tutto puoi per sentirti più forte.

Che sia una, 10 o 1000
nessuna morte è indifferente,
nessuna morte è perdente
niente sarà invano
per ogni vita diamoci una mano.

Se le porte vengono chiuse
apriamo i sigilli dei cuori
perché le anime hanno il coraggio di volare
di abbracciare senza contagiare
di amare senza morire
di esserci e farsi sentire

Non ti posso abbracciare con i sensi
ma ti abbraccio con tutto il mio essere
esiste l’energia
il corpo sottile
il sostegno di uno sguardo
una lettera
una mano alzata da lontano
un bacio fra le mani che vola fino
a kilometri lontani
Mi vedi e ci vediamo
ti sento e ci ascoltiamo
mi vedi e ti osservo
non puoi sentirti solo non puoi sentirti sola
la carne vibra e sa come farsi sentire.

L’Amore è l’antidoto
per ogni dolore
la speranza per ogni paura
la cura per ogni chiusura
la forza per ogni caduta.

Oggi c’è Corona domani chissà
Che la disgrazia sia una grazia
che dalla sciagura
si impari finalmente che la natura soffre
nel mondo ci sono guerre
l’ambiente è sofferente
e l’uomo sempre più perdente.

Siamo più uniti è paradossale
allora ce la possiamo fare,
per tante altre lotte
se insieme ci diamo una mano
la morte dell’essere sarà un miraggio lontano…

Che l’umanità detti la sua sorte
cambi quell’agire
che porta alla morte
guerre spreco e malattie
il senso di comunità può ancora intervenire
e che abbracci tutti
belli e brutti
vicini e lontani
amici e nemici
e saremo presto felici.

Perché solo se impariamo a cadere
possiamo rialzarci
insieme
e aspirare a una via del ritorno
quella che rifiuti una volta per tutte
“Si salvi chi può”
ma “Salviamoci tutti”!

È la strada del buon senso
dell’umanità
e dell’amore che sia il nostro ardore.

Non ti disperare “Dio è morto”
per amare
la Vita sarà sempre più forte della Morte
credi a chi vuoi
ma prega e spera e semina gentilezza
perché se è vero che
per un battuto d’ali c’è uno tsunami
per ogni parola di conforto
ogni atto d’umanità
ci sarà ancora un domani.

PER COLPA DI CHI?! DELLA CICOGNA, SI SA E’ “CESSA”!

È un ridere verde, direbbe Eduardo, quello di “Cecco” e dei suoi collaboratori che colpisce nel segno più recondito del nostro pensare ed esistere, quello che sfama il pregiudizio, lo squalo di un fascismo fantoccio autogiustificantesi con la necessità della sopravvivenza.

Un genio che mischia generi, esistenze, riti, per una storia contaminata e contaminante in cui non esistono amici e nemici se non sotto il segno del dio denaro e potere che miete vittime in una macelleria chiamata Mondo in cui si risolve la diatriba commerciale vendendoci gli uni gli altri ad etti, a Kg…

Ma in fondo mica è colpa nostra, è stato il pallottoliere a decidere o la cicogna.
Eh già, ma quella è “cessa”!

E che cosa sono il buonsenso, l’umanità?
Zitti, non facciamoci sentire, potrebbero arrestarci!

Siam burattini manipolati a ritmi di voci incalzanti nell’ardore del “Dobbiamo Campare!”

Frutti della Cultura “Alla si salvi chi può”.

Non esistono vincitori, siam tutti vinti dal tradimento, tutti possibili traditori ed eventuali traditi pur mangiando nello stesso piatto di uno stato terrorista, sia esso d’Occidente o d’Oriente. Dovremmo sentirci vicini, fratelli, in fondo siamo spremuti fino all’osso e martoriati in una perenne guerra quotidiana.

In fondo non ci rimarrà nulla alla resa dei conti. Questo è il paradosso!

E chi si salva in tutto questo marciume umano?

Chi non ha nulla da perdere come i bambini che sanno guardare con gli occhi del cuore e chi ha l’istinto materno e paterno, quello vero, verso chi non gli è necessariamente figlio, che combatte, sì, ma per amore.

Una persona a me cara mi raccontò che i genitori ce li scegliamo noi: Dio prima di nascere ce li fa vedere e noi li scegliamo, poi dimentichiamo per nascere. Una storiella forse più bella di quella che dà adito al caso per non assumersi le responsabilità.

Siamo tutti colpiti e tutti colpevoli.

A meno che la storia della cicogna ci alletti di più…d’altronde.

Mica è colpa nostra se l’Africa è gnocca!

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