È un ridere verde, direbbe Eduardo, quello di “Cecco” e dei suoi collaboratori che colpisce nel segno più recondito del nostro pensare ed esistere, quello che sfama il pregiudizio, lo squalo di un fascismo fantoccio autogiustificantesi con la necessità della sopravvivenza.

Un genio che mischia generi, esistenze, riti, per una storia contaminata e contaminante in cui non esistono amici e nemici se non sotto il segno del dio denaro e potere che miete vittime in una macelleria chiamata Mondo in cui si risolve la diatriba commerciale vendendoci gli uni gli altri ad etti, a Kg…

Ma in fondo mica è colpa nostra, è stato il pallottoliere a decidere o la cicogna.
Eh già, ma quella è “cessa”!

E che cosa sono il buonsenso, l’umanità?
Zitti, non facciamoci sentire, potrebbero arrestarci!

Siam burattini manipolati a ritmi di voci incalzanti nell’ardore del “Dobbiamo Campare!”

Frutti della Cultura “Alla si salvi chi può”.

Non esistono vincitori, siam tutti vinti dal tradimento, tutti possibili traditori ed eventuali traditi pur mangiando nello stesso piatto di uno stato terrorista, sia esso d’Occidente o d’Oriente. Dovremmo sentirci vicini, fratelli, in fondo siamo spremuti fino all’osso e martoriati in una perenne guerra quotidiana.

In fondo non ci rimarrà nulla alla resa dei conti. Questo è il paradosso!

E chi si salva in tutto questo marciume umano?

Chi non ha nulla da perdere come i bambini che sanno guardare con gli occhi del cuore e chi ha l’istinto materno e paterno, quello vero, verso chi non gli è necessariamente figlio, che combatte, sì, ma per amore.

Una persona a me cara mi raccontò che i genitori ce li scegliamo noi: Dio prima di nascere ce li fa vedere e noi li scegliamo, poi dimentichiamo per nascere. Una storiella forse più bella di quella che dà adito al caso per non assumersi le responsabilità.

Siamo tutti colpiti e tutti colpevoli.

A meno che la storia della cicogna ci alletti di più…d’altronde.

Mica è colpa nostra se l’Africa è gnocca!

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