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Tag: creatività

Tommaso Sacchini

EVOLVING ACADEMY: SVILUPPARE LE PROPRIE QUALITA’ DORMIENTI

Uno dei progetti più interessanti che ho visto nascere quest’anno si chiama Evolving Academy.

Ed è un progetto che profuma di buono, di energia, di vitalità e coraggio.

Tommaso Sacchini, CEO e co-founder, l’ho conosciuto in uno dei mille progetti che ha.
Volevo capirci qualche cosa di questa Accademia e così gli ho fatto un’intervista vera con registratore, foglio e penna…Ecco, ho capito che, anche di quel poco che pensavo di aver capito, non ci avevo capito niente!

Mi riordino le idee…

Che cos’è Evolving Academy, Tommaso?

T: E’ il luogo dove avrei voluto essere cresciuto io da piccolo.
E’ il luogo dove si può migliorare noi stessi in tutti gli ambiti della nostra vita.
Ma attenzione! Non è un posto dove si va a cercare aiuto perché si sta male: per quello esistono professionisti qualificati.
Da noi arrivano persone che hanno raggiunto un proprio equilibrio, ma che sentono di voler migliorare la propria vita, che non si accontentano di lavorare e prendersi due settimane di ferie l’anno (che è sacrosanto e utile!) ma vogliono dare spazio a quella luce che c’è in ogni individuo e che è fatta di sogni e progetti da realizzare attraverso le proprie qualità dormienti. Qualità uniche e innate e che vogliono far emergere!

Ma è un luogo fisico?

T: Dico “luogo” intendendo luogo della mente, senza pareti nè muri, perché in Evolving Academy si imparano tecniche e pratiche da portare poi nella vita di tutti i giorni.
Sono tecniche che lavorano su mente, emozioni e corpo considerandoli non più come compartimenti divisi ma come un tutt’uno, e che hanno un effetto personale su ognuno. I risultati sono quindi differenti da persona a persona e non standardizzabili.

Come vi siete incontrati tu e Samuel Mazzini (co-founder dell’Academy, ndr) e come è nato il progetto?

T: Dopo una pratica di circa vent’anni di arti marziali “esterne”, ad un certo punto nel mio personale percorso di crescita ho cercato le arti marziali “interne”, quelle che gli orientali intendono rivolte all’utilizzo consapevole del QI (la nostra energia interiore). Finalmente, dopo varie ricerche, ho scoperto una nuova forma di Kung Fu, dove ci occupavamo, appunto, di coltivare il QI, e non solo di realizzare vuote “coreografie”, come avevo fatto fino ad allora. Questa ricerca mi ha portato in Thailandia dove ho conosciuto Sam, che stava facendo la mia stessa strada, anche se c’eravamo arrivati da percorsi diversi! Io ci ero arrivato lavorando sulla mente e le emozioni, attraverso il teatro e l’alchimia. Lui c’era arrivato attraverso il corpo. E ci siamo incontrati a metà strada! La cosa straordinaria è che abbiamo capito che avevamo lo stesso identico sogno nel cassetto, che oggi ha un nome e si chiama Evolving Academy!  E lo stiamo realizzando.

E che state anche guidando tramite i vostri insegnamenti…

T: Ci tengo a precisare che io sono il primo ad aver bisogno dell’Evolving Academy! Non mi sento “arrivato” anzi mi sento all’inizio di un percorso personale e voglio condividere e confrontarmi sulle tecniche che ho studiato tantissimo, che continuo a studiare e che mi stanno aiutando enormemente. Questo è l’approccio di base dell’Academy: ognuno porta il proprio sapere e impara dagli altri.

C’è una parola che dici spesso e che si trova anche nei tuoi video su YouTube. E’ alchimia. Mi piace tantissimo. Mi fa venire in mente alambicchi, fumo, cappelli da streghe e Harry Potter… ma temo non c’entri molto…

T: (scoppia a ridere) Dunque, facciamo chiarezza… Negli ultimi anni stanno andando “di moda” tutta una serie di pratiche di derivazione orientale volte al risveglio della coscienza interiore (la meditazione Vipassana, lo Yoga, il Reiki, i Bagni di Gong ecc…). Ci dimentichiamo tuttavia che anche in Occidente abbiamo una tradizione analoga che è stata silenziata dalla caccia alle streghe che il Cattolicesimo ha attuato durante il Medioevo. Tutte queste pratiche oggi le chiamiamo “esoteriche” ovvero “segrete” proprio perché lo sono dovute diventare per scampare all’Inquisizione ed arrivare ai giorni nostri. Gli alchimisti erano perseguitati per la loro attività. Ma l’Alchimia non è morta, anche grazie al fatto che i suoi studiosi comunicavano per simboli, proprio per non essere scoperti. Gli Alchimisti infatti parlavano di “trasformare il piombo in oro”, non intendendo in realtà i materiali fisici, quanto piuttosto quello che simboleggiavano. Oggi infatti sappiamo che Piombo e Oro sono simboli di forze opposte fra loro che abbiamo al nostro interno. Il Piombo è tutto ciò che siamo e non sappiamo di essere, emozioni e pensieri che leggiamo come spiacevoli, mentre l’Oro sono le stesse emozioni in forma di energia consapevole sotto il nostro controllo. E’ dunque possibile trasformare l’uno nell’altro in una mutazione che arricchisce e fa crescere il nostro mondo interiore. Per esempio, la solitudine può diventare indipendenza, la rabbia leadership. I nostri problemi, diversamente da quanto ci viene insegnato da sempre, non devono essere nascosti sotto il tappeto, ma portati alla luce per permettergli di mutare: proprio grazie a quello che ci fa soffrire possiamo realmente crescere, secondo la tradizione alchemica.

Tommaso ma quante ne sai! sei un vulcano!  Non solo Alchimia, Kung Fu…ma
sei un fumettista, un artista, un regista, e hai anche scritto un libro…Come
fai a conciliare tutto questo?

T: Male! Vorrei fare molto di più e molto meglio! Quando seguo un progetto raramente ne seguo solo uno per volta e questa per me non è una scelta ma un’esigenza per esprimermi, ricercare, comunicare, condividere, perché è il mezzo migliore che ho per imparare. E questo bagaglio lo porto tutto dentro l’Academy. Ma non solo io… Chiunque partecipa porta un contributo: chiunque può insegnare qualcosa.

Per finire, qual è un ricordo che ti porti nel cuore legato all’Evolving Academy che ti ha colpito e ti ha confermato che è la strada giusta?

T: Fra tanti altri c’è un evento che mi ha commosso particolarmente. Una persona, che abbiamo avuto in uno dei nostri workshop a Settembre, era stato scoraggiato fortemente e in ogni modo dal padre pittore a dipingere, e per questo era rimasto bloccato per 60 anni su questo desiderio mai realizzato. Rientrato a casa ci ha scritto raccontandoci di essersi iscritto all’Accademia di Belle Arti. Si tratta di una persona che aveva raggiunto tutte le tappe che si era prefissato nella vita, quindi di una persona che aveva raggiunto un proprio equilibrio personale! Ma c’è sempre qualcosa su cui possiamo lavorare, che ci può arricchire ulteriormente e far crescere, a qualsiasi età.

C’è qualcosa che vuoi dirci prima che ci salutiamo?

T: Che l’importante è portare le pratiche che proponiamo nella quotidianità, con disciplina si, ma anche con pazienza, fino a che non diventano delle nuove abitudini potenzianti. Questo è il segreto per farle funzionare!

Grazie Tommaso.
Credo che serva anche a me Evolving Academy…

T. Ti aspettiamo!


Per leggere di iniziative a cui ha partecipato Tommaso Sacchini:
UNA MOSTRA D’ARTE. UNA ESIBIZIONE DI DANZA E TEATRO. UN RACCONTO.

Chi è Movimento Sottile?

UNA MOSTRA D’ARTE.UNA ESIBIZIONE DI DANZA E TEATRO.UN RACCONTO

Questa è la storia di come una mostra d’arte possa diventare un’occasione per sviluppare la creatività di coloro che vanno a vederla.
E un esperimento creativo.

Ed è anche il manifesto di cosa intendo per Movimento Sottile.

Tutto nasce da due artisti molto diversi che tuttavia decidono di fare una mostra insieme nell’estate del 2019: Nicole Zanardi e Tommaso Sacchini.

E da sei amici che, cogliendo la sfida, non solo decidono di dare il loro contributo in termini di tempo e risorse nell’organizzazione pratica, ma si mettono in gioco e si espongono ognuno come crede.

Intorno alle opere, c’è chi si è esibita in una performance di danza del ventre, insieme alla Scuola di danza di Alice Ruglioni, c’è chi ha letto un testo teatrale, c’è chi ha suonato dal vivo: i Confusion Social Club.

Al pubblico è stato chiesto di esprimere liberamente con la propria immaginazione cosa vedesse nelle opere esposte, tramite messaggi anonimi.

Ne sono uscite forme, colori, immagini, ricordi, una marea di vissuti interiori che i quadri hanno suscitato in chi li ha osservati.

Da questa foresta di parole, che mi sono ritrovata personalmente a scansionare, ne sono riemersa con un breve racconto sulla penna e nel cuore.

E’ nato dalla mia fantasia o dalle suggestioni del pubblico?

Ed il pubblico ha espresso solo il proprio vissuto emotivo o è stato suggestionato da musica, arte, danza e la bella cornice dell’Arno che scorreva placido di fianco a noi?

Interessante notare come nessuna risposta giusta sia giusta davvero. Tutto si è fuso insieme diventando esperienza. Ma non perdendo la propria individualità.

Io credo che l’espressione creativa che ne è derivata appartenga a tutti: a chi l’ha ispirata,a chi l’ha prodotta, a chi l’ha goduta.
E i ruoli sono intercambiabili.

Anche il mio racconto ne è un esempio: ispirato dai messaggi anonimi lasciati dai partecipanti alla serata, scritto da me e letto da chi ha voluto e vorrà.
Il racconto “Un Minuto” è stato presentato ad un concorso letterario ed è stato pubblicato in Racconti Toscani, edito da Historica edizioni insieme ad altri circa 160 racconti di autori toscani. Concorso a partecipazione gratuita fra l’altro: iniziativa meritevole.

…e l’esperimento non finisce qui: ma questa è la prossima puntata, e le puntate non si svelano prima!

Un fatto è certo.

Dal desiderio e dal coraggio di due artisti di esporre le proprie opere al giudizio di un pubblico, si è innescata una spirale di energia che ha portato altre persone a mettersi in gioco, che ha stuzzicato la creatività di molti, e che ha fatto riflettere chi vi ha partecipato.

Abbiamo ricevuto tanti attestati di affetto per questa serata, e ringraziamenti.
Che contano più di tutto.
Segno evidente che l’energia che si poteva respirare è stata un elemento condiviso. 

Mi sono chiesta perché non potesse diventare una pratica da ripetere.
Ed è per questo, infatti, che sono qui.

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